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| ![]() I laboratori di scultura di Carrara I laboratori per la lavorazione artistica del
marmo sono nati a Carrara fra Ottocento e Novecento: nel 1880
si contavano già diciannove grandi laboratori, mentre nel 1927
avevano raggiunto il numero di centodieci. I laboratori d’arte sorsero nelle zone di espansione della città, verso Est, lungo lo stradone di S. Francesco (l’attuale via Verdi) e nella piazza XXVII Aprile, e verso Sud, in via Rosselli e nella località S. Martino; altri laboratori sorsero in via Cavour, in via Garibaldi e in via Carriona. I laboratori erano distinti secondo la lavorazione, in opifici di scultura, architettura e ornato. I primi laboratori di scultura erano diretti da personalità di rilievo, insegnanti dell’Accademia o comunque con una fama già acquisita nel campo della scultura. Tra di essi troviamo quello di Ferdinando Pelliccia, quello di Alessandro Biggi e Girolamo Malatesta. Ubicati nello stradone di S. Francesco, erano quelli di Giuseppe Berettari e Carlo Nicoli in via Cavour, quelli di Giuseppe e Pietro Lazzerini, di Carusi e di Vaccà in Corso Vittorio Emanuele, oggi via Rosselli. In via Carriona erano ubicati i laboratori di Pietro Franchi e di Aristide Fontana. A Carrara, accanto ai laboratori di un certo livello, continuavano ad esistere le botteghe artigiane, di dimensioni più modeste e spesso a conduzione familiare. Con l’espansione edilizia del primo Novecento, che ha favorito il decentramento anche delle attività marmifere, il numero dei laboratori in città si è notevolmente ridotto. I fattori economici e l’evoluzione sociale hanno creato nuovi prodotti e nuove richieste, determinando il sorgere di nuove attività e la chiusura di altre, per cui oggi accanto ai superstiti antichi laboratori, come quello di Nicoli, sono sorte altre attività che operano a livello industriale con l’aiuto di una tecnologia avanzata e che consentono una lavorazione impensata a livello manuale. Tuttavia, l’interesse per l’attività artistica tradizionale non viene meno, e oggi l’attività di scultura e, in qualche raro caso anche di ornato, persiste nel territorio apuano. Ancor oggi si contano alcuni laboratori che portano avanti l’attività iniziata nell’Ottocento. I laboratori di scultura: |
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