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Il progetto dell’architetto Michelucci
Questo testo è tratto dal documento in cui l’architetto Giovanni Michelucci descrive il progetto di creazione di un Centro sperimentale del marmo dedicato a Michelangelo, a Foce di Pianza sulle Alpi Apuane (Carrara), ideato nel 1972-75 in collaborazione con B. Sacchi.

"Michelangelo non ha bisogno di monumenti celebrativi. Ho proposto di fare un centro sperimentale del marmo, che troverà posto nella zona di Foce di Pianza, a 1300 m. sul mare. In quest'area prescelta dovrebbero essere realizzati alcuni studi per scultori stranieri ed italiani interessati alla sperimentazione sul marmo, da usare nei mesi estivi, creando una piccola comunità internazionale. Le opere realizzate dovrebbero restare sul posto, componendo così gradualmente un museo d'arte moderna sul marmo, a contatto stretto con la materia da cui le opere sono nate.
Oltre a ciò ho proposto di coprire con una grande struttura metallica due cave abbandonate dove potrebbe svolgersi il lavoro collettivo.
Bisogna lavorare qui, perché lo scalpello lavora in un altro modo se non avverte questa dimensione; e le sculture divengono esse stesse natura. E questo succede perché qui si cambia noi, ci si spoglia di tante cose. Qui ci sono delle forme: delle forme che sbalordiscono. Qui lo scultore deve stare sul posto a contatto col marmo, a capire certe cose. Il mio discorso è quindi di aderire alla terra di trovare nella terra le ragioni di un fatto poetico, di scendervi con queste forme con questi percorsi.”

Il testo evoca gli obiettivi dell’intervento di recupero della cava di Morlungo, che dalla valorizzazione territoriale di una cava dismessa, punta a gratificare l'operosità di architetti e scultori che hanno nobilitato il marmo e a stimolare l'applicazione sempre più appropriata e qualificata di questo materiale.
Questo progetto si concretizza oggi nella sezione Scolpire la parola della Biennale di Carrara 2002.

La cava di Morlungo



La cava di Morlungo

 

Sito Ufficiale della XI Biennale di Scultura di Carrara