La BiennaleIl calendarioI percorsiLe notizieLe immagini
Rotelli alla cava
   di Morlungo
La cava di Morlungo
La risorsa lapidea è l’elemento centrale del territorio carrarese e ne costituisce la spina dorsale economica e la caratteristica ambientale peculiare, trasmettendo la forza di un messaggio culturale unico.
La cava di Morlungo presenta uno scenario suggestivo e irripetibile, in cui alte pareti di marmo bianco evocano il lavoro di importanti artisti e scultori. In passato questo territorio è stato meta di artisti come Arp, Adam, Martini, Lipchitz, Moore, Marino; in questi luoghi Michelangelo scelse i marmi e lavorò direttamente i blocchi per opere come la Tomba di Giulio II e la Pietà.
Nell'ambiente di cava la presenza di pareti verticali di elevata altezza crea un paesaggio di grande effetto metaforico e si dimostra la necessaria base visiva per contestualizzare le opere d’arte.
In occasione della Biennale di Carrara 2002 prende vita il progetto di recupero turistico e culturale della cava di Morlungo, grazie alla sezione Scolpire la parola curata da Marco Nereo Rotelli con la collaborazione di Fernanda Pivano.
Il progetto, promosso dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Carrara, vuole essere l’occasione per riaffermare e valorizzare la cultura del marmo, creando un episodio spaziale unico nel mondo, dove scultori ed artisti potranno lavorare all’interno di atéliers d'eccezione.
Con questo intervento si riprende, almeno nei suoi principi ispiratori, un progetto di Michelucci del 1973, ideato su richiesta del "Cenacolo culturale Arturo Dazzi" di Carrara, in occasione delle celebrazioni per il 5° centenario della nascita di Michelangelo, a cui collaborò anche il celebre artista Henry Moore.


La cava di Morlungo
Sito Ufficiale della XI Biennale di Scultura di Carrara