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Ian Hamilton Finlay
Nella XI Biennale internazionale di Scultura di Carrara, l’opera di Finlay prende vita nei Laboratori Studi d’arte Cave di Michelangelo.

Omaggio a Jean-Jacques Rousseau
Marmo di Carrara : cm 9170X346X0,40
Dedicata a Jean-Jacques Rousseau è il progetto che Ian Hamiltono Finlay ha concesso per il Parco della Padula. Si tratta di una grande e spessa parete di marmo di Carrara che, ponendosi trasversalmente sul ripiano più vasto del parco, si offre alla vista dei visitatori richiamandone fortemente l’attenzione. La parete è interrotta da un’apertura decentrata a forma di calice che disegna due profili umani che racchiudono e al tempo stesso contengono una parte del paesaggio. Su una parte laterale l’iscrizione: “A J-JR”; in basso a destra della veduta principale sono incise le parole di Alfred Cobban: “Fu lui che fece dell’idea della natura l’ispirazione etica, politica e critica di una intera generazione”.
In questa opera la scelta del marmo di Carrara non è casuale, è un materiale associato all’idea della perfezione e quindi le quinte bianche creano una lente ideale per osservare la natura.
Per questa opera l’artista ha eseguito un progetto stampato dalla Wild Hawthorne Press che riproduce il disegno con la seguente descrizione: “Il calice in marmo, disegnato dal vuoto, racchiude e contiene una parte del paesaggio. L’altro paesaggio, quello non racchiuso, rappresenta la natura con la “n” minuscola; insieme il calice e l’ambiente che racchiude, assumono il significato della considerazione ideale e classicheggiante della natura, tipica del pensiero di Rousseau, quindi con la “N” maiuscola” e citando di nuovo Cobban: ‘Per Rousseau l’idea della natura è la stessa dei greci: un modo per perpetuare un’ideale della natura umana’”.

Biografia
Nato nel 1925 a Nassau, nelle Bahamas, Ian Hamilton Finlay si trasferisce fin da bambino in Scozia dove tutt’oggi vive e lavora. La sua principale opera, perennemente “in progress”, è quella che sta realizzando nel giardino della sua fattoria nel Lanarkshire. Qui Finlay, poeta, giardiniere e artista, intende stabilire un connubio tra paesaggio e poesia, abolendo i confini tra due campi artistici così diversi per creare uno spazio dove favorire la meditazione filosofica. Piante secolari ed essenze introdotte appositamente, forme di scultura, meridiane, targhe recanti iscrizioni poetiche o semplici nomi, occupano il giardino, dando vita ad uno spazio enigmatico quanto il suo autore.
Finlay inizia il suo lavoro artistico come poeta e fin dagli anni Sessanta, pur non conoscendo la corrente della Poesia Concreta, ne diviene uno dei massimi esponenti della Gran Bretagna. Autore anche di racconti e commedie, presto si lascia sedurre dall’aspetto visivo delle parole e questo lo conduce a indagare il rapporto tra forma e lettura. Inizia la sua carriera espositiva nel 1968 con la prima personale alla AxiomGallery di Londra e negli anni seguenti, impiegando una vasta gamma di materiali, collabora con tecnici e artigiani per realizzare le sue installazioni in giardini e città di tutto il mondo. La stamperia da lui fondata nel 1961, la Wild Hawthorne Press, diviene uno dei mezzi più efficaci per la diffusione della sua arte e della sua poetica. Ogni suo progetto prende infatti la forma di libro o di stampa, in edizioni curatissime a tiratura limitata.
Le sue opere tridimensionali recano spesso frasi enigmatiche o ironiche, ma sempre assai curate dal punto di vista formale. Spesso le scelte dei testi sono legate a figure della storia politica-filosofica che hanno preceduto l’età moderna, con una particolare attenzione al Neoclassicismo. Questo interesse lo ha portato più volte ad occuparsi della figura di Jean-Jacques Rousseau, realizzando opere come Six Milestones (1992) per la mostra Allocations all’Aia oppure Sacred Grove esposto al Kröller-Müller Rijksmuseum di Otterlo in Olanda.
Per la città di Carrara, Finlay ha concepito un monumento a Rousseau che, a forma di quinte, si apre sullo sfondo del parco creando una “trasparenza” al centro, una nuova forma che arricchisce il significato dell’opera. A differenza di altri interventi dell’artista scozzese, il muro di marmo di dimensioni monumentali non serve da semplice supporto al testo (in questo caso si tratta di una citazione di Alfred Cobban che mette in luce il pensiero di Rousseau riguardo alla natura), ma crea un limite tra il nostro mondo e quello che vediamo, offerto dal “calice” al di là.
Nel 2002 Finlay ha avuto un’importante mostra retrospettiva alla Tate Gallery di Londra mentre l’originalità della sua ricerca, che va oltre i canoni usati dalla pittura, dalla scultura e dall’architettura, continua a ricevere ampi consensi internazionali.



Sito Ufficiale della XI Biennale di Scultura di Carrara