Sol LeWitt
Nella XI Biennale internazionale di Scultura di Carrara, l’opera
di LeWitt prende vita nei
Laboratori
Studi d’arte Cave di Michelangelo.
(Curved Wall) - Muro plesso, 2002
Marmo di Carrara, 564X400X60
Per la parte alta del Parco della Padula Sol LeWitt ha progettato
un’opera di marmo di Carrara realizzata con 1063 cubi di
marmo di cm. 20X20X20.
Si tratta di un grande muro, le cui sinuosità ricordano
le dune di sabbia del deserto. L’opera si differenzia da
quelle della serie
Muri, fin qui realizzate dall’artista,
con l’intento di voler quasi addolcire il carattere minimale
del lavoro e renderlo così più armonioso con l’ambiente
naturale circostante.
Riguardo alla sua partecipazione alla Biennale di Carrara, l’artista
ha scritto che il progetto
Muro plesso rappresenta
una svolta significativa nella sua opera, dal momento che abbandona
i suoi consueti blocchi di cemento per realizzare la sua
prima
costruzione in marmo.
Biografia
Nato a Hartford nel 1928,
Sol LeWitt vive e lavora
tutt’oggi nel Connecticut pur avendo un forte legame con
l’Italia attraverso la sua seconda residenza di Spoleto.
Caposcuola dell’
Arte minimale, LeWitt è
presente alla mostra Primary Structures tenuta al Jewish Museum
di New York nel
1966. Nell’anno successivo
stila le sue teorie nell’ormai celebre manifesto Paragraphs
on Conceptual Art nel quale dichiara tra l’altro che l’arte
non è da identificarsi con la sua materia, ma con l’idea
che ne sottende l’esecuzione. LeWitt porta questa linea
di pensiero all’estremo per arrivare a sostenere che la
realizzazione dell’opera è un’attività
minore o addirittura superflua, e compito primario dell’artista
è unicamente la
formulazione del progetto.
La realizzazione dell’opera può essere delegata,
con precise istruzioni, ad altri. In tal modo, l’importanza
dell’opera si legge nei disegni, bozzetti e appunti e non
necessariamente nell’oggetto finale.
Nell’arco della sua lunga carriera, LeWitt conduce la sua
ricerca attraverso
opere in due dimensioni, (dai
disegni e dalle stampe fino ai noti
Wall Drawings,
i muri dipinti come quelli realizzati per il Centro per l’arte
contemporanea “Luigi Pecci” di Prato nel 1993 e per
la Città delle Scienze di Bagnoli di Napoli nel 1996) e
le
Strutture tridimensionali.
Le prime Strutture nascono come naturale risposta alle due correnti
di pensiero artistico che hanno origine negli anni Sessanta: arte
come concetto e arte come gesto o processo. La considerazione
del duplice problema porta LeWitt a formulare un sistema di regole
che tutt’oggi sottende la produzione dei suoi lavori.
I primi
lavori tridimensionali, articolati in
volumi geometrici di varie dimensioni, assemblati e dipinti con
strisce o disegni concentrici, ricordano nella forma e nel rigore
gli esperimenti dell’
avanguardia russa
e dell’
Optical Art. Queste opere si evolvono
in strutture geometriche modulari composte da aste rettangolari
in legno o alluminio, rigorosamente bianche. I primi esemplari
sono di piccole dimensioni o addirittura rilievi a parete, ma
negli anni Ottanta gli elementi crescono in scala e complessità,
seguendo combinazioni e permutazioni matematiche su un tema dato.
Lo scopo è di attirare la meditazione dello spettatore
sulle regole strutturali che compongono la figura geometrica.
Nel 1988 LeWitt inizia due serie che tutt’oggi caratterizzano
la maggior parte della sua produzione scultorea: i
Complex
Forms, strutture in legno bianco, articolate in forme
prismatiche irregolari le cui punte ricordano le guglie di architetture
gotiche; e le
Pareti o i
Cubi,
realizzati soprattutto in blocchi di cemento. Questi ultimi, pur
dimostrando un minimalismo intransigente, non sono privi di concessioni
all’ambiente o alla storia di un luogo, basti ricordare
il Monumento agli ebrei scomparsi del 1987, un’enorme parete
rettangolare in cemento nero realizzata per una pubblica piazza
a Münster.
LeWitt partecipa alla
Biennale di Venezia negli
anni 1976, 1979, 1988, 1997 e crea numerosi progetti per spazi
pubblici e privati in Italia, tra cui ricordiamo la Torre irregolare
del 1997 per Colle Val d’Elsa, eseguita nell’ambito
del progetto “Arte all’Arte” dell’Associazione
Arte Continua di San Gimignano. L’artista non disdegna le
contaminazioni tra l’arte visiva e altre discipline e disegna,
su richiesta del gruppo musicale Contempoartensemble, un cofanetto
d’autore per il loro CD di musiche di Nicola Sciarrino,
Sylvano Bussotti, Luciano Berio e Costas Xenakis edito nel 1994;
il cofanetto, contenente oltre al CD un’opera grafica, viene
acquistato dal Museum of Modern Art di New York ed è il
primo esemplare a entrare nella collezione permanente del museo.
Negli ultimi anni LeWitt ha tenuto esposizioni in molte prestigiose
istituzioni, tra cui si segnalano la
mostra retrospettiva
del 2000, itinerante nei musei d’arte contemporanea
di San Francisco e Chicago fino al Whitney Museum di New York.
La selezione delle più importanti opere in permanenza in
luoghi pubblici ammonta a oltre novanta lavori.
Riguardo alla sua partecipazione alla
Biennale di Carrara,
l’artista ha scritto che il
progetto Curved Wall
rappresenta una svolta significativa nella sua opera, dal momento
che abbandona i suoi consueti blocchi di cemento per realizzare
la sua prima costruzione in marmo.