Luigi Mainolfi
Nella XI Biennale internazionale di Scultura di Carrara, l’opera
di Mainolfi prende vita nei
Laboratori
di Scultura Carlo Andrei.
Ballerine, 2002
Marmo di Carrara, sei elementi - misura variabile da
cm 45 a cm 110
All’interno di un
gazebo, posto al centro
del parco, Luigi Mainolfi ha installato sei sculture di marmo.
Si tratta di figure antropomorfe, di varia grandezza, sostenute
da gambe ramificate e contorte. Questi strani abitanti sono nati
dal mondo fiabesco che anima spesso la creatività di Mainolfi,
dove le forme rivelano un duplice carattere: divertenti per il
loro richiamo alle forme più irregolari della natura, ma
anche inquietanti, nel suo ruolo di figure mutanti.
Dal momento che l’arte anticipa spesso gli eventi evolutivi
del mondo in cui viviamo, chissà se questi prototipi creati
dall’artista non assomigleranno a una nuova razza di futuri
abitanti del nostro pianeta.
Biografia
Nato a Rotondi Valle Caudina nel 1948, dopo gli studi di pittura
all’Accademia di Belle Arti di Napoli, è attratto
dal panorama artistico e culturale torinese che negli anni Settanta
rappresenta il centro dell’avanguardia artistica italiana,
e nel 1973 vi si trasferisce.
I primi lavori, realizzati fra il ’72-76, indagano il corpo
e il gesto. Nelle prime esposizioni e performances, presenta
calchi
del proprio corpo in gesso che lascia consumare nell’acqua
(Cavriago, 1977) o fa precipitare dall’alto al suolo (La
performance, Galleria Civica d’Arte Moderna Bologna, 1977).
Questo è anche il periodo in cui si riappropria dell’aspetto
teorico della scultura attraverso una serie di disegni accompagnati
da scritti (MDLXIV, 1976).
Tra il 1979 e 1980 completa
La Campana (Galleria
Tucci Russo, Torino, l981) e
La sovrana inattualità
(Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano,1982). Nel decennio
che segue si impone con le sue grandi terracotte, opere contenenti
paesaggi e soggetti di ispirazione fiabesca come
Nascita
di Orco ed Elefantessa (1980). Partecipa alla Biennale
di Sao Paulo (1981); espone Alle forche Caudine alla XL Biennale
di Venezia e a Documenta 7 di Kassel, (1982); partecipa alla Biennale
de Paris (1982) con Le
Basi del cielo (1981-82)
e alla Biennale di Venezia (1986) espone il
bronzo Trionfo
(Elefantessa, 1982).
Negli anni che seguono si propone con
Tufi, 1981-85
(in mostra a Ouverture, Rivoli nel 1984 e alla Tour Fromage, Aosta,
nel 1987), con
Arcipelago, opere in acqua, pietra,
legno, bronzo (esposte al Castel Ivano,Trento, l987) e con
Icons
of Postmodernism ( Holly Solomon Gallery New York, 1986).
Nel 1987 vince Il Superior Prixe al 5th Henry Moore G.P. in Giappone,
con il grande bronzo
Città Gigante (1986).
Nel 1990 ha una sala personale alla Biennale di Venezia dove installa
Sole nero (acqua, cera, legno, 1988-89 ).
Negli anni successivi, fra le principali personali e retrospettive
ricordiamo: 1992, Galleria d’Arte Contemporanea, Rimini;
1994, Villa delle Rose, Galleria Civica d’Arte Moderna,
Bologna, e Galerie Hlavniho mèsta Prahy, Praga;
1995, Hotel de Galliffet, Paris; 1995, Promotrice di Belle Arti,
Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino; 1996-97 Museo Civico
di Castelnuovo, Maschio Angioino e Museo Diego Aragona Pignatelli
Cortes, Napoli.
Negli anni Novanta continua la ricerca attraverso forme già
presenti da tempo nel suo lavoro ma anche nuove come
Tamburo
del Sole (1995-97),
Gabbie (1997),
Vestiti
e
Colonne di maggio (1999), che proseguono la
sua ricerca sul corpo e sulla pelle. Realizza grandi opere permanenti
per luoghi pubblici come Alle forche P, presso la caserma dei
Vigili del Fuoco, Munchen (1981); Colonna città, Parc dèpartemental
de La Courneuve, Francia (1989); Città (Piramide Pellerina),
1992, Torino.
Nel 2001 l’artista è scelto come rappresentante dell’Italia
per uno scambio tra il nostro paese e il Giappone. Approda al
Museo d’Arte Contemporanea di Sapporo dove realizza per
il parco Mainolfi swims in the water of Hokkaido e Colonne di
Sapporo.
Cenni bibliografici
1972 E. Miccini,
Mainolfi aiutate le farfalle a posarsi
sui fiori, Ed. Teche. Firenze;
1987 N. Orengo,
Mainolfi.La pelle del
mondo è ruvida, Fabbri Ed. Milano;
1987 G. Dorfles, A. Sala,
Luigi Mainolfi Sculture,
Mazzotta, Milano;
1988 R. Barilli,
Luigi Mainolfi, Il Quadrante
Ed. Torino;
1988 L. Vergine,
Mainolfi, Ed. Di Meo, Parigi;
1989 D. Eccher,
Luigi Mainolfi, Ed. Galleria
Stelzer, Trento;
1996 A.Vettese,
Mainolfi Oro Ed. Charta, Milano;
1999 A.Vettese,
Il bosco del Re nudo, Scheiwiller,
Milano;
2000 M. Bandini,
Creazioni della memoria, Ars
Nova Ed. Torino.